FONDO MOROSITÀ INCOLPEVOLE

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (G.U. n.161 del 14.07.2014: per leggere e scaricare l’intero decreto, clicca QUI), il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di attuazione dell’art. 6. comma 5, D.l.n.102/2013 che aveva istituito, presso il medesimo Ministero, un Fondo destinato agli inquilini colposi morosi incolpevoli, con il quale lo Stato prevedeva di erogare – previa emanazione appunto del relativo decreto ministeriale di attuazione –  somme a favore di chi, a determinate condizioni e senza colpa, non aveva più corrisposto i canoni d’affitto.

Il D.M. 14 maggio 2014 contiene la definizione di morosità incolpevole e definisce i criteri per l’accesso al contributo, oltre a stabilire la cause di morosità incolpevole per le quali è possibile ottenere il contributo.

-    Definizione di morosità incolpevole e relative cause contemplate dal Decreto Ministeriale (art.2)

Per morosità incolpevole si intende la situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo a ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare.

Tra le cause della morosità incolpevole, si annovera:
1.    perdita del lavoro per licenziamento;
2.    accordi aziendali o sindacali con consistente riduzione dell’orario di lavoro;
3.    cassa integrazione ordinaria o straordinaria che limiti notevolmente la capacità reddituale;
4.    mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici;
5.    cessazioni di attività libero-professionali o di imprese registrate, derivanti da cause di forza maggiore o da perdita di avviamento in misura consistente;
6.    malattia grave, infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare che abbia comportato o la consistente riduzione del reddito complessivo del nucleo medesimo o la necessità dell’impiego di parte notevole del reddito per fronteggiare rilevanti spese mediche e assistenziali.
–    Criteri per l’accesso al contributo (art. 3)

Per l’accesso ai contributi, il Comune deve verificare che il richiedente:
1.    abbia un reddito I.S.E. non superiore ad euro 35.000,00 o un reddito derivante da regolare attività lavorativa con un valore I.S.E.E. non superiore ad euro 26.000,00;
2.    sia destinatario di un atto di intimazione di sfratto per morosità, con citazione per la convalida;
3.    sia titolare di un contratto di locazione di unità immobiliare ad uso abitativo regolarmente registrato (sono esclusi gli immobili appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9) e risieda nell’alloggio oggetto della procedura di rilascio da almeno un anno;
4.    abbia cittadinanza italiana, di un paese dell’UE, ovvero, nei casi di cittadini non appartenenti all’UE, possieda un regolare titolo di soggiorno;
5.    che il richiedente stesso, o un componente del nucleo familiare, non sia titolare di diritto di proprietà, usufrutto, uso o abitazione nella provincia di residenza di altro immobile fruibile ed adeguato alle esigenze del proprio nucleo familiare.
Un criterio preferenziale per la concessione del contributo è rappresentato dalla presenza all’interno del nucleo familiare di almeno un componente che sia:

  • ultrasettantenne;
  • minore;
  • con invalidità accertata per almeno il 74%, ovvero in carico ai servizi sociali o alle competenti aziende sanitarie locali per l’attuazione di un progetto assistenziale individuale

-    Importo massimo del contributo erogabile per sanare la morosità incolpevole (art. 4)

L’importo massimo di contributo concedibile per sanare la morosità incolpevole accertata non può superare l’importo di euro 8.000,00.

-    Soggetti a favore dei quali  i Comuni dispongono l’erogazione dei contributi (art. 5)
1.    inquilini, nei cui confronti sia stato emesso provvedimento di rilascio esecutivo per morosità incolpevole, che sottoscrivano con il proprietario dell’alloggio un nuovo contratto a canone concordato;
2.    inquilini la cui ridotta capacità economica non consenta il versamento di un deposito cauzionale per stipulare un nuovo contratto di locazione. In tal caso il comune prevede le modalità per assicurare che il contributo sia versato contestualmente alla consegna dell’immobile;
3.    inquilini, ai fini del ristoro, anche parziale, del proprietario dell’alloggio, che dimostrino la disponibilità di quest’ultimo a consentire il differimento dell’esecuzione del provvedimento di rilascio dell’immobile.
–    Valutazione dei prefetti per programmare l’intervento della forza pubblica (art.6)

I Comuni provvedono a comunicare l’elenco dei soggetti richiedenti il contributo ed in possesso dei requisiti per l’accesso allo stesso, ai Prefetti i quali valuteranno misure di graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica nell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto.

La disponibilità del Fondo,  per l’anno 2014, è pari a 20 milioni di Euro ed è ripartita – in proporzione al numero di provvedimenti di sfratto per morosità emessi, registrato dal Ministero degli Interni al 31 dicembre 2012 –  per il 30% tra le regioni Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Campania (si tratta di Regioni che hanno emanato norme per la riduzione del disagio abitativo, sulla base di quanto previsto dall’art.6, comma 5, del D.L.n. 102/2013) e per il restante 70% tra tutte le Regioni e le Province autonome.

Spetta alle Regioni  individuare i Comuni ad alta tensione  abitativa  di cui alla delibera CIPE n. 87 del 13 novembre 2003 (comprendendo anche i Comuni capoluogo di provincia non inclusi nella delibera CIPE indicata) cui sono destinate le risorse del Fondo disponibili unitamente ad eventuali stanziamenti regionali.

Indichiamo QUI le linee guida della Regione Lombardia in relazione alle modalità di accesso ed ai Comuni finanziati. Il link si riferisce al Decreto del 2013 (pensiamo che comunque con il nuovo Decreto 2014, non dovrebbe essere modificate le modalità). Per chi intendesse usufruire del fondo, consigliamo comunque di contattare gli uffici Comunali preposti per verificarne le modalità e l’attuazione.